Il Progetto

A un secolo dalla nascita della Repubblica di Panama e, soprattutto, dall’inaugurazione del Canale, il commercio internazionale vive un altro ciclo di crescita grazie all’espansione della via d’acqua che taglia in due il Continente e unisce l’Oceano Atlantico al Pacifico.


L’espansione è in realtà la costruzione di un nuovo canale che si aggiunge al primo, aperto nel 1914, permettendo il transito a navi lunghe 366 metri e con capacità di carico fino a 12.600 containers, tre volte superiori alle attuali.


La realizzazione si compone di più parti, di cui la più rilevante è il Progetto Terzo Set di Chiuse, affidato a un consorzio internazionale, il Grupo Unidos por el Canal (GUPC), composto da leader delle infrastrutture e dei lavori d’ingegneria: l’italiana Salini Impregilo, la spagnola Sacyr e la belga Jan de Nul, insieme alla CUSA di Panama.


Con 74 milioni di metri cubi di scavi, 5 milioni di metri cubi di calcestruzzo, 1,6 milioni di tonnellate di cemento, 7,1 milioni di metri cubi di dragaggi, il Progetto Terzo Set di Chiuse rappresenta la più grande opera dell’uomo degli ultimi decenni.

 

 

Le navi moderne, chiamate Post-Panamax per segnare l’avvio della nuova era di navigazione, successiva al canale esistente, attraversano l’istmo di Panama con un sistema di chiuse delimitate da enormi paratoie scorrevoli, disegnate e costruite in Italia.


Questo gioco di chiuse serve a innalzare le imbarcazioni fino all’altezza di 27 metri del lago Gatún, il bacino artificiale più vasto del mondo, consentendo loro una traversata tranquilla, oltre la foresta pluviale e oltre gli oceani, come in una sorta di corsia sopraelevata.


Una volta giunti dall’altra parte, le chiuse all’imbocco dell’altro oceano riportano lo scafo al livello del mare. Le manovre a ripetizione d’ingresso, risalita (o ridiscesa) e uscita delle navi, devono essere eseguite con precisione millimetrica al cospetto dei nuovi giganti del mare. Ogni paratoia compie il proprio lavoro in meno di cinque minuti, per un’operazione destinata a reiterarsi per almeno altri cento anni.


Il consorzio internazionale è stato scelto nel 2009 proprio grazie ad alcuni obiettivi chiave: le capacità progettuali e tecniche, su cui le imprese del consorzio sono risultate di gran lunga superiori a quelle dei concorrenti americani, francesi, brasiliani, asiatici.


Le municipalità americane, asiatiche, europee, le autorità portuali e le grandi compagnie marittime di tutto il mondo hanno fatto nei propri Paesi investimenti per miliardi di dollari, in una lunga competizione per presidiare il nuovo super traffico.


La tolleranza è minima: tra le paratoie e i loro alloggiamenti in cemento armato vi sono pochi centimetri. Sono alte 23-33 metri, larghe circa 10 metri e lunghe circa 58 metri. Pesano 4000 tonnellate ciascuna.


Un vero e proprio capolavoro di creatività ingegneristica ed eccellenza tecnica.